SPIEGEL-Quadro della situazione della Svizzera in Europa

Il «Sonderfall Schweiz» (“Caso particolare Svizzera”) suscita stupore in Europa. Viene espresso, per esempio, in una valutazione della situazione circa lo sviluppo della Svizzera, pubblicata nell’ultima edizione della rivista tedesca d’attualità DER SPIEGEL: in effetti - riassume lo SPIEGEL - con il suo franco forte, la Svizzera dovrebbe andar male. In realtà, la sua economia si dimostra talmente forte da suscitare l’invidia degli estranei. 

eu-no.ch INFO del 11.06.2015

L’articolo comincia con un ritratto del costruttore di ferrovie Peter Spuhler:

«In realtà, l’imprenditore di successo Peter Spuhler non dovrebbe nemmeno esistere: quando, alla fine degli anni ’80 rilevò dalla suocera la Stadler Fahrzeuge AG, un paio di gruppi mondiali s’era spartito da tempo il mercato delle ferrovie. La Stadler era una piccola azienda con soli 18 dipendenti e un paio di milioni di franchi di cifra d’affari. Per di più, la sede principale era situata ancora in Svizzera, già allora non proprio il sito più vantaggioso per la produzione.

Oggi, quasi in nessun’altra parte del mondo si pagano stipendi orari elevati quanto fra Basilea e Chiasso, il valore del franco nei confronti di dollaro, marco ed euro, è aumentato dall’inizio degli anni ’90 fino al 73%. Quando la Banca nazionale svizzera, all’inizio dell’anno ha ceduto alle pressioni dei mercati finanziari rinunciando a difendere il corso minimo nei confronti dell’euro, in pochi minuti il franco è schizzato verso l’alto.

Ma la Stadler Rail AG, nonostante tutte le avversità economiche, sta vivendo un boom mai visto: Spuhler, attualmente capo di un gruppo industriale, vende da Bussnang in Svizzera orientale a ferrovie di tutto il mondo, realizza una cifra d’affari 500 volte maggiore di quella al momento dell’acquisto dell’impresa, e occupa 6'000 dipendenti.

Che il miracolo di Bussnang potrebbe presto avere fine perché il franco è troppo forte, Spuhler non lo crede. “Naturalmente non è che questa rivalutazione mi faccia piacere”, dice, “ma in qualche modo ne usciremo.” Pausa. “Il mondo, si sa, non ha mai smesso di esistere.”

L’ottimismo di Spuhler non rispecchia per nulla le lamentele collettive che da mesi pervadono la Svizzera.»

Continuando, l’articolo di SPIEGEL presenta su tre pagine altre aziende svizzere, che fanno fronte con successo alle condizioni avverse. Risulta chiaro: le aziende svizzere si possono orientare sulle necessità del mercato, sono meno afflitte da norme burocratiche. L’economia svizzera può sfruttare appieno tutte le sue forze - un presupposto essenziale per una valida sopravvivenza in tempi difficili.

Un pilastro importantissimo del successo economico svizzero è la disponibilità al lavoro, il piacere di lavorare delle Svizzere e degli Svizzeri. In conclusione, la parola di nuovo a Peter Spuhler: 

«Questa voglia di lavorare genera una competitività di cui gli stessi esperti del miracolo economico svizzero sono sorpresi: quando Peter Spuhler, titolare dell’impresa ferroviaria Stadler, qualche tempo fa fece calcolare i costi della manodopera delle sue sedi in Svizzera e in Germania, voleva semplicemente sapere quanto più cara fosse la Svizzera a causa dei salari due volte più elevati.

In effetti risultò che il collaboratore svizzero non è per nulla più costoso. La differenza di stipendio nei confronti della Germania si neutralizza quasi completamente - fra l’altro anche grazie al fatto che lavora annualmente circa 400 ore di più.»

È evidente: non l’allineamento su Bruxelles, bensì l’orientamento sul mercato garantisce il successo economico.

us

Fonte: Der Spiegel Nr. 24/6.6.2015, Pag. 76 e seg.

11.06.2015 | 4468 Aufrufe