Immigrazione illegale dal Kosovo

Il Kosovo sprofonda vieppiù nella palude dell’arbitrio legale e della corruzione. Una vera e propria emigrazione in massa ne è la conseguenza. Una volta di più, le cosiddette “frontiere di Schengen” si stanno rivelando un colabrodo. L’immigrazione illegale di Kosovari in Svizzera aumenta drasticamente. 

Newsletter edizione 21.04.2015

Il Consiglio federale credette a suo tempo di dover rivestire un ruolo di pioniere, quando con sconsiderata rapidità procedette con il riconoscimento diplomatico del Kosovo quale Stato indipendente. Oggi risulta chiaro: la Berna federale commise un grave errore con questa azione precipitosa.

Prima dall’avventato “esercizio Kossovo” la Svizzera, in materia di riconoscimento diplomatico di Stati esteri, seguiva delle chiare regole:

La Svizzera non ha mai riconosciuto dei regimi, ma unicamente Stati. Uno Stato, per essere riconosciuto, deve disporre di un territorio con frontiere chiaramente definite. Il governo dello Stato che auspica il riconoscimento diplomatico, deve dimostrare di gestire l’intero territorio nazionale e di essere in grado di proteggerlo verso l’esterno.

Nel caso del Kosovo, il ministero svizzero degli affari esteri - allora ancora sotto la direzione di Micheline Calmy-Rey - partiva dal principio che un rapido riconoscimento del Kosovo ne avrebbe accelerato il raggiungimento di uno stato che, peraltro, sarebbe dovuto essere il presupposto già esistente per un riconoscimento diplomatico.  

In questo il Consiglio federale si sbagliava: nonostante il riconoscimento da parte di un certo numero di Stati, il Kosovo non è riuscito fino a oggi a superare il paralizzante potere dei clan, caratterizzato da una grave corruzione. Contro i clan dominanti in Kosovo, non si sono potute creare nemmeno parzialmente delle strutture dello Stato di diritto. Che un tale stato di cose scoraggi gli investitori esteri è comprensibile. Il Kosovo non è riuscito finora a uscire dalla trappola della povertà.

Gli Stato dell’Europa occidentale, anche la Svizzera, si trovano a provare sulla loro pelle il rovescio della medaglia, quel Kosovo paralizzato, in cui predominano elementi criminali delle bande al potere: sotto forma di tentativi in gran numero di trasferimento soprattutto di giovani Kosovari che sarebbero invece estremamente necessari per lo sviluppo economico del loro paese. Poiché questi immigranti dal Kosovo non sono assolutamente minacciati nella loro vita e integrità fisica, e cercano invece solo delle migliori condizioni di vita in Europa occidentale - meglio se a spese degli altri - sono esclusi dal diritto d’asilo. E quindi aumenta ancor più drasticamente l’immigrazione illegale di Kosovari in Svizzera.

E ancora una volta si dimostra che l’accordo di Schengen dell’UE, al quale ha aderito anche la Svizzera, sia perfettamente inefficace di fronte alla crescente immigrazione illegale, una ridicola tigre di carta.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile delle questioni inerenti all’immigrazione, e quindi anche di impedire l’immigrazione illegale, rimane in imbarazzato silenzio. Aspetterà istruzioni da Bruxelles, prima di ritrovare la parola e la volontà di agire?

Perché non picchia i pugni sul tavolo a Bruxelles? Se questa non è capace di applicare con sufficiente efficacia l’accordo di Schengen e di infine impedire il passaggio illegale delle frontiere a scapito degli Stati dell’Europa occidentale, allora la libera circolazione delle persone diventa una farsa. La protezione delle frontiere nazionali sotto propria responsabilità diventa quindi indispensabile - perché Bruxelles in questo compito ha fallito miseramente.

 

Fonte: NZZ, 10 aprile 2015

21.04.2015 | 8392 Aufrufe